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Uncem chiede a ministra Madia chiarimento sui GAL: incongruenze tra regolamento europeo e legislazione nazionale

27 Lug 2017

L’On. Enrico Borghi, presidente Uncem, ha chiesto alla Ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Marianna Madia chiarimenti su una vicenda che rischia di creare non pochi problemi ai 164 GAL (gruppi di azione locale) sul nostro territorio.

Il Regolamento UE n.1303/2013, che disciplina l’attuazione, tra gli altri, del FEASR, all’art. 32 afferma che lo sviluppo locale di tipo partecipativo è gestito da gruppi di azione locale composti da rappresentanti degli interessi socio-economici locali sia pubblici che privati. All’art. 34 vengono elencate le funzioni dei GAL, e in particolare si stabilisce che i gruppi di azione locale elaborano e attuano strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo e che gli Stati membri stabiliscono i rispettivi ruoli del gruppo di azione locale e delle autorità responsabili dell’esecuzione dei programmi interessati concernenti tutti i compiti attuativi connessi alla strategie di sviluppo locale di tipo partecipativo. 

Il D.Lgs 175/2016 all’art. 4 comma 6 prende atto della natura dei GAL e recita “è fatta salva la possibilità (per le amministrazioni pubbliche) di costituire società o enti in attuazione dell’art. 34 del Regolamento UE n. 1303/2013” – quindi i GAL - ma al contempo li assoggetta a tutte le disposizioni in esso presenti creando il paradosso secondo cui secondo cui da un lato si dà la possibilità formale alle amministrazioni pubbliche di partecipare ai GAL, dall’altro però se ne inficia la partecipazione sostanziale in sede di piani di razionalizzazione delle partecipate. 

“E’ evidente – dice l’On. Borghi – che il GAL non può mettersi nelle condizioni di perdere i soci pubblici altrimenti verrebbe minata la sua natura normativa di partenariato pubblico-privato e perderebbe di conseguenza la titolarità a gestire lo sviluppo locale di tipo partecipativo e i fondi concessi attraverso bandi e progetti. Questa circostanza, inoltre, potrebbe determinare il disimpegno automatico delle  risorse allocate al programma Leader dalle singole Regioni. Oltre ad aver interpellato la ministra Madia nel merito, abbiamo anche depositato un’interrogazione parlamentare e ci auguriamo che la vicenda possa essere chiarita a breve”.