COPERTINA
Piccoli Comuni, Borghi in Consiglio regionale del Piemonte: "le regioni raccolgano la sfida, politica e culturale, per premiare innovazione, progettualita', reti"

16 Ott 2016

"La nuova legge sui piccoli Comuni è uno strumento di lavoro che ha bisogno di concatenazione di livelli istituzionali, a partire dalla Regione Piemonte, con un nuovo approccio culturale che deve contagiare i Sindaci e gli Amministratori".

Così l'on. Enrico Borghi nel presentare stamani a Torino, in Consiglio regionale, l'articolato approvato dopo 16 anni di attesa dal Parlamento. Nell'iniziativa hanno preso parte il vicepresidente Aldo Reschigna, l'assessore Alberto Valmaggia, il presidente dell'Assemblea Mauro Laus, diveersi Consiglieri regionali e Parlamentari.

 "Non volevamo una legge che evidenziasse rivendicazioni dei piccoli Comuni - ha affermato Borghi - ma mettere al centro del sistema-Paese quelle dieci milioni di persone che vivono nei cinquemila Comuni piccoli italiani. E le comunità, che rappresentano un elemento di competitività del Paese. Per la prima volta viene riconosciuto il valore nazionale della residenzialità nei territori, il presidio dei territori e la tutela dei piccoli enti. Fino a oggi avevamo legislazione opposta, con norme che evidenziavano che sviluppo e modernità erano peculiarità urbane". 

Borghi ha chiarito il valore nazionale della legge. "Anche perché - ha proseguito - lo sviluppo del Piemonte oggi è dato da corretto equlibrio tra territori urbani e territori rurali. Questa è una legge per l'Italia. E i piccoli Comuni non sono marginali. Non hanno bisogno di risposte di tipo assistenziale. Sono centrali, dunque controllano e gestiscono crescita, sviluppo e occupazione. 

Enrico Borghi, sindaco di Vogogna, ha insisistito sulla dimensione di "una legge quadro, che poi Regioni e autonomie locali dovranno delineare, applicare e sviluppare. La Regione Piemonte dovrà raccogliere le molteplici opportunità date dalla legge e delinearle in un sistema legislativo peculiare regionale, per evitare alta e dannosa frammentazione delle Unioni di Comuni che di fatto impedisce l'erogazione di migliori servizi e la costruzione di valide politiche di sviluppo". 

 "Questa legge - ha aggiunto Borghi - non distribuirà in maniera aritmetica le risorse economiche di cui è dotata. Premierà innovazione, capacità di mettersi in squadra, progettualità che valorizzano i beni comuni. La funzione di sviluppo fino a ieri non era affidata ai piccoli Comuni. Questa legge gliela restituisce. Ma pone due elementi nuovi, la gestione associata della funzione nelle Unioni di Comuni e nelle Unioni di Comuni montani e l'impegno delle Regioni con un compito di adeguamento del percorso. Questa è la sfida che il Piemonte dovrà fare sua e che certamente potrà vincere".