COPERTINA
Appenino Emiliano e SNAI: la Montagna del latte incontra i contadini europei

18 Mar 2018

Il 16 marzo scorso a Felina (RE) la prima area pilota per la Attuazione della Strategia nazionale della regione Emilia Romagna ha incontrato le organizzazioni contadine di 9 paesi della Unione Europea. L'incontro, promosso dai Rurali Reggiani in collaborazione con l’Unione, i Comuni di Castelnovo ne' Monti e di Carpineti e del Consorzio di Bonifica dell’ Emilia Centrale, è stata l' occasione per presentare la Strategia per “la Montagna del Latte. Stili di vita salutari e comunità intraprendenti nell’appennino emiliano”. Un sistema di interventi per sostenere e innovare i fondamentali servizi di cittadinanza e per promuovere con linee innovative lo sviluppo locale  del sistema agroalimentare e dell'economia della fruizione turistica e ambientale. Quasi 30 milioni di investimenti da realizzare in tre anni a cui se ne potranno aggiungere altri, a partire da quelli sulla edilizia scolastica, per la quale nuovi stanziamenti sono già stati previsti dalla ultima legge di Bilancio. Tra gli obiettivi che la comunità locale intende sviluppare inoltre vi è anche quello del bilancio energetico pienamente sostenibile basato sull’impiego di fonti rinnovabili, di tecnologie ad alta performance e di comportamenti di consumo più responsabili, anticipando una proiezione del sistema locale come “green community” che lo dovrà portare ad assumere ruoli sempre più rilevanti. 

 

Scheda di approfondimento sull'Area Progetto

L’area progetto è posta interamente in territorio reggiano e comprende i sette comuni di Castelnovo ne' Monti, Carpineti, Casina, Toano, Vetto, Villa Minozzo e Ventasso. I sette comuni interessano una superficie di 795,6 Kmq con una popolazione di poco meno di 34mila abitanti. Tutti questi comuni sono partecipi dell’esperienza associativa dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano. L’attenzione della strategia si rivolge a ricomprendere anche una più ampia area (detta “area strategia”, appunto) che si estende a ricomprendere nella sua interezza i Comuni di Frassinoro (MO) Baiso, Vezzano sul Crostolo, Canossa (RE), Monchio delle Corti, Tizzano Val Parma, Neviano degli Arduini, Palanzano, Corniglio, Lesignano de Bagni, Langhirano e Berceto (PR) per complessivi ulteriori 1059,0 kmq e 42mila abitanti. L'area è comprensibilmente segnata, vista la sua estensione, da differenziazioni geografiche, socio‐economiche e istituzionali di non piccola portata. La strategia di sviluppo locale può e deve fare i conti positivamente con questa complessità per sostenere processi di innovazione economica e sociale che possono trarre alimento dal nucleo di conoscenza generativa ancorato agli attori locali (famiglie, imprese, istituzioni sociali) e al loro contesto di esperienza ancora riconoscibilmente radicato nelle strutture delle comunità. La Strategia ha preso avvio principalmente dalla visione della montagna del latte, proponendola come immagine emblematica e chiave interpretativa per la ricerca di un duraturo sentiero di sviluppo dell’economia locale, a partire dalla innovazione e dal rafforzamento strutturale della sua base primaria. Innovare la commercializzazione del Parmigiano Reggiano, prodotto emblema del territorio, serve a sostenere la sua base primaria ma serve anche a far crescere nuove competenze professionali, più in linea con i profili formativi dei giovani scolarizzati e aperti a dimensioni internazionali; serve a impiegare nuove competenze in una ricomposizione territoriale della filiera che intende acquisire al territorio montano anche i segmenti a maggior valore aggiunto; serve a proiettare la filiera del parmigiano reggiano di montagna a valle, verso servizi in cui il formaggio diventa alimentazione salutare e gusto, mentre lo spazio rurale può essere percepito e vissuto come esperienza culturale e stile di vita e il territorio diventa paesaggio. Il fil rouge della montagna del latte attraversa così il campo delle azioni sul turismo sostenibile per caratterizzare l’area, riserva di biosfera in equilibrio con la presenza umana che ne ha plasmato il paesaggio, come una destinazione rurale di primario rilievo continentale. Montagna del latte, stili di vita salutari e comunità intraprendenti rappresentano per l’Appennino emiliano tre essenziali profili di integrazione progettuale (tra le esperienze da annoverare sicuramente quella delle cooperative di comunità). Profili strutturati nel disegno delle azioni per la reciproca capacità di essere l’uno sostegno all’altro.