COPERTINA
BANDA ULTRALARGA, BORGHI: "DA INFRATEL E OPEN FIBER I TERRITORI MONTANI E LE AREE INTERNE HANNO BISOGNO DI CERTEZZE SU TEMPI E MODALITA' DI INTERVENTO"

06 Mag 2018
"Certezze sui tempi? Sulla banda ultralarga mi risulta che il piano di intervento previsto da Infratel e dal concessionario Open Fiber nelle aree bianche del Paese sia completamente saltato. E questo è molto preoccupante, in particolare per i Sindaci e gli Amministratori locali che aspettano da tempo di poter disporre di migliori servizi di connettività per il loro paesi e città, così da ridurre il digital divide. I soldi ci sono, le tecnologie anche. Ma Open Fiber deve accelerare i tempi, con Infratel e il MInistero dello Sviluppo economico che esercitano uno stretto e decisivo controllo su quanto sta facendo e farà la società posseduta da Enel e Cassa Depositi e prestiti, chiamata a gestire quasi 4 miliardi di euro di investimento in infrastrutture, in tutte le Regioni".
 
Così l'on. Enrico Borghi, Presidente Uncem, in merito ai ritardi nella posa della Bul, la banda ultralarga, dorsale per ammodernare il Paese, opera possibile grazie a un ingente investimento di fondi europei e statali. Borghi sul tema banda ultralarga nelle "aree bianche" - quelle montane e interne del Paese, a fallimento di mercato dunque necessitarie dell'intervento pubblico - è già stato invitato a un incontro con i vertici di Open Fiber
 
"Ho ricevuto da molti Sindaci le preoccupazioni sui tempi e sulle modalità di intervento di Open Fiber - spiega Borghi - Abbiamo bisogno di conoscere i veri tempi, di stringerli e poi abbiamo bisogno di lavorare in fretta, anche per sapere chi attiverà quella nuova fibra ottica posata, oltre a quali servizi verranno veicolati dalla pubblica amministrazione e dalle imprese. Servizi per rendere finalmente l'Italia un Paese digitale. Quattro di euro di impegno e investimenti richiedono che tutti i tasselli siano definiti e noti ai Sindaci, fondamentali per l'attuazione del Piano, visto che si scava e si posano reti sui loro territori". Ridurre il digital divide è decisivo. "Non senza - aggiunge Borghi - un lavoro efficace su telefonia mobile e servizio televisivi. Troppi italiani che vivono nelle aree montane, Alpi e Appennino, non hanno accesso a questi servizi, faticano a fruirne. Non è ammissibile e sto già lavorando, con diversi colleghi del Pd, a un piano di azione immediato sull'Italia digitale che vogliamo concretizzare con risorse pubblico e impegno delle società private".