Banda larga Emilia Romagna, avanti anche in montagna

19 Apr 2018

L'Emilia-Romagna ha festeggiato pochi giorni fa la sua millesima scuola cablata per la banda ultralarga, ma si e' solo al giro di boa: entro il 2020, infatti, bisogna connettere tutta la regione, quanto meno ai 30 megabit al secondo, tenendo conto dei problemi della MONTAGNA. È la sfida che oggi Lepida, l'azienda 'telematica' regionale, manifesta alla Scuola di ingegneria a Bologna. L'occasione e' il convegno "Lo sviluppo delle reti di telecomunicazione per la completa digitalizzazione del territorio", promosso da Federmanager, e a coglierla pensa il direttore di Lepida Gianluca Mazzini. L'Emilia-Romagna ha portato avanti un proprio piano sulla banda larga che "ha consentito di colmare gia' nel 2013 i divari che c'erano, arrivando al 99% della popolazione coperta". Ma, appunto, non basta: "Non bastano i due mega e non bastano i 20 mega. L'Unione europea dice che da qui al 2020 dobbiamo avere i 30 megabit al secondo per il 100% della popolazione, e i 100 megabit al secondo per almeno il 50% popolazione". Tradotto: "Dobbiamo lavorare moltissimo, c'e' un piano da 255 milioni di euro (180 statali, ndr) che consente proprio di arrivare a colmare tutti divari che il mercato in autonomia non riesce a generare", scandisce Mazzini durante il convegno e a margine. La questione e' una: la banda ultralarga non e' considerata oggi in Italia una risorsa universale, nonostante le promesse dell'operatore di turno. Insomma, non era per nulla certo, fino a poco tempo fa, che un giorno si sarebbe potuto coprire ogni luogo. 

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