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Uncem Piemonte, con il Presidente Roberto Colombero, ha particolarmente apprezzato il bando dello sviluppo rurale lanciato nelle scorse ore dalla Regione Piemonte per la valorizzazione dei castagneti. Uno strumento avanzato, perché punta su rigenerazione e aggregazione. Altre Regioni possono seguire l’esempio. Il bando va nelle direzioni sancite lunedi scorso dal protocollo firmato da Uncem con Associazione nazionale Città del Castagno, Marco Bussone e Lorenzo Fazzi sull’Amiata. Una potatura, un innesto, un diradamento, la conversione di piante a produzione di frutto, valgono moltissimo. Sono fondamentali. Lo ribadiamo da molti anni come Uncem – già con il Masterplan varato dieci anni fa da Gabriele Loris Beccaro con Lido Riba a Palazzo Lascarsi – con l’avanzatissimo, di grande prestigio, Centro nazionale di Castanicoltura guidato dalla Regione al Vivaio Gambarello con il Disafa di Unito, con il team coordinato da Gabriella Mellano. 1,6 milioni di euro per i castanicoltori del Piemonte sono importantissimi. Abbiamo pezzi di filiera castanicola articolati in Piemonte, di grande valore: dalla produzione di tannini alla Silvateam, ai Consorzi di marroni e castagne IGP, dalle segherie che usano legno certificato, fino a altre opportunità di castanicoltori uniti nella Rete voluta da Slow Food, sempre supportata da Uncem. Giusto, da parte dell’assessore Marco Gallo, che Uncem ringrazia per l’impegno, favorire nel nuovo bando regionale la gestione associata: gli interventi dovranno coinvolgere più proprietà, trasformando la frammentazione fondiaria da criticità storica a leva di sviluppo per le nostre vallate. Uncem auspica altre Regioni possano seguire l’esempio