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L’inaugurazione degli Asili nido di Val di Chy in Valchiusella e di Viù nelle Valli di Lanzo, qualche giorno fa, è un segnale da speranza. Due cose fanno la differenza per garantire l’abitare, il vivere sui territori montani – basta chiamarli “interni”! – ovvero i servizi zero-dieci e le opportunita di sicurezza della salute per gli over70. Due sfere che si uniscono, due necessità speculari. Due nuovi asili nido danno fiducia. Strutture nuove, costruite dai Comuni con le Unioni montane, dunque dai paesi e dalle comunità insieme. Per Uncem questo è un segnale. Si possono fare insieme tra Comuni opere e infrastrutture di speranza. Un asilo è indispensabile, soprattutto se dentro a poli formativi che arrivano fino ai tredici anni. In montagna ripensare il servizio scolastico, come ci insegna Indire, è decisivo per il futuro. Non abbandoniamoci allo spopolamento. Togliamo di mezzo questa parola. Sappiamo come affrontare la “crisi demografica”, sappiamo che attrarre nuove coppie e nuove famiglie è possibile e i dati del Rapporto Montagne Italia 2025 di Uncem lo confermano. Dunque complimenti ai Sindaci delle Valli di Lanzo e della Val Chiusella. Benissimo i fondi del 2021 inseriti nel bilancio, proprio per servizi zero-sei, da parte del Governo, bene i provvedimenti per i bambini, attraverso le Unioni montane della Regione Piemonte. Gli asili sono speranza e ora i Comuni non vanno lasciati soli nella gestione delle strutture