ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO, RICOSTRUZIONE È RIPENSAMENTO DELLA MONTAGNA. UNCEM: LE GREEN COMMUNITIES STRUMENTO PER AFFRONTARE LE CRISI DELL’APPENNINO, NON SOLO CAUSATE DAL SISMA
Nei Comuni del cratere la ricostruzione può accelerare. Dieci anni dopo molto è stato fatto e tanto resta da fare. Uncem ha molto apprezzato il lavoro dei Commissari Giovanni Legnini prima e Guido Castelli oggi, in particolare con il Piano Next Appennino con 1,8 miliardi di euro di Piano complementare al PNRR. Perché i paesi ricostruiti devono essere spazio di vita, di impresa, di socialità, di comunità. Molti Sindaci stanno promuovendo ad esempio la nascita di Cooperative di comunità, di spazi per co-housing e co-working. “Uncem chiede alla Politica di lavorare – evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – I temi che i Sindaci, con le Associazioni degli Enti locali, sottoporranno al prossimo Governo, al Parlamento che nascerà dopo le elezioni del 2027, per le aree colpite dal terremoto, sono moltissimi. Le crisi economica, demografica, energetica, ecologica in atto non riducano l’attenzione per le comunità dei paesi terremotati. Ciascuno si impegni per sbloccare quanto si è fermato, per evitare di affossare quei Comuni e farli soffrire nuovamente come e più dei giorni del terremoto. Lavoriamo per una ricostruzione rapida ed efficace dei paesi, dei luoghi, delle comunità, che contrasti fragilità e spopolamento. Uncem farà la sua parte”.
Il terremoto ha accelerato di trent’anni i processi di abbandono e spopolamento. “Questo è il punto chiave più volte sottolineato da Uncem – afferma Bussone – Il terremoto è stato un acceleratore di fenomeni sociali ed economici che tutta la montagna italiana sta vivendo. Per questo servono interventi veloci e rapidi nei Comuni del cratere, e strategie durature per la rivitalizzazione dei territori alpini e appenninici. La Strategia giusta da applicare in tutto l’Appennino, a partire dai crateri sismici, è quella delle Green Communities. Per dire in primo luogo che i Comuni non lavorano da soli alla rigenerazione. Forse abbiamo ricostruito tutte le scuole scuole, che rischiano di restare vuote, quando invece ne servivano di meno e distribuite per più paesi insieme. Sulle foreste si sta facendo molto, e le imprese sono impegnate con i fondi del Next Appennino. Ma serve una logica che dia seguito a un percorso dove le valli sono insieme, reintroducendo le Comunità montane, facendo in modo che i Comuni lavorino insieme. Le Green Communities non sono Comunità energetiche come qualcuno intende e crede. La Strategia delle Green Communities è la sola possibile per ripensare la montagna appenninica, a partire dai criteri. Ricostruire si, ma sapendo che una nuova economia in quei territori è possibile. Vale la pena di chiedersi oggi, con una domanda fatta anni fa dall’amico Ermete Realacci: abbiamo ricostruito tutto dov’era com’era o abbiamo invece ricostruito dov’era e come sarà? Certamente confidiamo nella seconda”.

