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D.Lgs. 7 agosto 2026, n.147 in vigore dal 12 agosto

1. Riforma dei tributi locali: intervento immediato sui regolamenti
Il decreto n. 147/2026 modifica in modo organico rapporti con i contribuenti, riscossione, TARI, IMU, canone unico e affidamenti a concessionari. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026
Le conseguenze operative principali sono:
• obbligo degli enti di adeguarsi ai principi dello Statuto del contribuente;
• necessità di individuare espressamente gli atti automatizzati, di pronta liquidazione e di controllo formale esclusi dal contraddittorio preventivo;
• possibilità di inviare comunicazioni di compliance e avvisi bonari prima dell’accertamento;
• termine di 60 giorni per chiarimenti e documentazione del contribuente;
• possibilità di disciplinare compensazioni tra tributi dello stesso ente e riduzioni per pagamenti mediante addebito diretto;
• estensione ai tributi locali delle procedure di trattamento dei crediti previste dal Codice della crisi.
2. TARI: dichiarazione entro 90 giorni e nuove regole per le utenze non domestiche
La precedente scadenza annuale viene sostituita dal termine di 90 giorni dall’inizio, variazione o cessazione dell’occupazione. (manca una disciplina transitoria esplicita per le variazioni già intervenute prima del 12 agosto)
Inoltre:
• le utenze non domestiche che affidano al mercato i rifiuti urbani destinati a recupero devono comunicarlo entro il 30 giugno, con effetto dall’anno successivo;
• la scelta pubblico/mercato dura almeno due anni;
• diventa obbligatoria una riduzione per compostaggio aerobico individuale nelle fattispecie indicate dalla legge;
• se spazzamento e altri costi accessori sono coperti dalla tariffa, devono essere evidenziati nel PEF e nei bilanci del gestore.
Per i piccoli comuni turistici e montani l’effetto può essere rilevante: occorre coordinare meglio banca dati TARI, seconde case, utenze stagionali e comunicazioni delle attività economiche, mantenendo però separati questi dati dalla futura proposta sulla “popolazione equivalente servita”.
3. Canone unico: sanatoria delle delibere pregresse
Dal 2026 anche le delibere regolamentari e tariffarie del canone unico seguono le regole di trasmissione e pubblicazione previste per i tributi locali. Per le delibere relative agli anni 2021-2025, l’efficacia è salvaguardata soltanto se vengono inserite nel Portale del federalismo fiscale entro il termine perentorio del 31 ottobre 2026. Il Dipartimento delle finanze dovrà pubblicarle entro il 30 novembre.
4. IMU e rendita catastale impugnata
Quando il contribuente impugna la rendita rettificata dall’Agenzia delle Entrate:
• il Comune può recuperare la maggiore IMU entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al passaggio in giudicato;
• si applicano soltanto gli interessi legali;
• il contribuente può chiedere il rimborso nello stesso termine;
• il Comune deve rimborsare entro 180 giorni dall’istanza.
5. Concessioni di accertamento e riscossione
Il decreto rafforza l’Albo degli operatori e distingue chi svolge accertamento/riscossione da chi presta soltanto attività di supporto.
Fra gli aspetti rilevanti:
• capitale minimo di 2,5 milioni di euro per accertamento e riscossione nei Comuni fino a 200.000 abitanti;
• capitale minimo di 150.000 euro per le sole attività di supporto nei Comuni fino a 100.000 abitanti;
• futuri obblighi di pubblicazione su oggetto, remunerazione ed esiti dei contratti;
• per alcune somme incassate dall’affidatario, riversamento al Comune entro il decimo giorno lavorativo;
• futura ripartizione automatica dei flussi PagoPA tra ente e affidatario;
• fatturazione quietanzata dell’affidatario entro il giorno 10 del mese successivo.
Una parte della disciplina attende decreti MEF e linee guida: non è quindi corretto modificare subito i flussi PagoPA senza il provvedimento attuativo.
6. Recupero dell’evasione erariale: quota comunale al 100%
La quota riconosciuta ai Comuni per la partecipazione all’accertamento dei tributi erariali viene elevata al 100% per gli anni 2026-2028.
È un’opportunità concreta, soprattutto nei territori con seconde case, locazioni brevi, attività turistiche e disallineamenti tra dati catastali, dichiarazioni e occupazioni TARI.