NATALE CARLOTTO, IL GRAZIE DELLA MONTAGNA. TERRA E TERRITORIO AL CENTRO DELLE POLITICHE. CON QUELLA LEGGE INATTUATA CHE NON ANDAVA ABROGATA
La Montagna piemontese e italiana dice, senza retorica, grazie a Natale Carlotto. Lui, uomo Coldiretti, colonna DC, personalità della Granda, ha avuto un legame fortissimo con la sua terra e il suo territorio. Ha sempre lavorato con Uncem, con Lido Riba, con moltissimi Amministratori locali – come Sebastiano Massa, Franco Revelli, Livio Quaranta – e il suo impegno parlamentare è sempre stato mosso dal dialogo e dall’ascolto. Come quello che ha esercitato nello scrivere la legge sulla montagna, 97 del 1994, che andava attuata e non invece abrogata come successo qualche mese fa. Un anno fa Natale aveva mandato a Roberto Colombero e Marco Bussone, come faceva con molti, un plico via posta ordinaria con appunti sul disegno di legge. Proposte di lavoro, analisi, dubbi, opportunità di impegno. Con il Presidente Riba si confrontavano spesso su agricoltura e sviluppo, da ultimo sotto i portici di Cuneo, incontrandosi. Comunista e Democristiano, rosso e bianco, interamente immersi in quel terra e territorio dell’agricoltura, della montagna, del Cuneese che genera(va)no Politica, Partito, relazioni, fiducia.
[foto da UnioneMonregalese]

