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Uncem dice NO alla penalizzazione degli impianti a biomasse e biogas. L’articolo 5 del Decreto in conversione introduce un nuovo assetto dei meccanismi di sostegno agli impianti a bioliquidi sostenibili, biogas e biomasse. Secondo quanto previsto, il settore del biogas elettrico non ha alcuna certezza di poter proseguire la propria attività. Lo stesso rischio si corre per gli impianti a biomasse. Due filiere estremamente importanti per la sostenibilità e la resilienza delle imprese agricole e forestali italiane.
Il plafond previsto per i prossimi anni per i PMG (Prezzi minimi garantiti) va rivisto e va garantito un maggiore sostegno alla produzione di energia elettrica rinnovabile basata su filiere nazionali ed europee. In particolare, il plafond destinato al biogas è estremamente limitato e non adeguato al numero di impianti in produzione. Rischia anche di compromettere la copertura dei costi per gli impianti di piccole dimensioni che non hanno alternative produttive. Inoltre occorre tener presente che la riconversione a biometano potrà riguardare solo una parte degli impianti a biogas esistenti. Per cui andranno individuate specifiche soluzioni anche per gli impianti che non potranno riconvertire la loro produzione. Peraltro, il meccanismo di incentivazione post PNRR per la riconversione degli impianti a biometano è ancora da definire e dunque particolarmente incerto. Fermo restando che, tra autorizzazione e realizzazione, occorrono almeno 2 anni, durante i quali poter usufruire di PMG adeguati è un elemento indispensabile, come hanno evidenziato anche tutte le Organizzazioni agricole.
Il Paese non può rinunciare a una importante produzione elettrica rinnovabile al 100% made in Italy il cui utilizzo ha forte valenza ambientale (residui, ecc.) e garantisce una parte importante dell’economia agricola e delle aree rurali e montane. “A poco serve incentivare agrivoltaico e fotovoltaico a terra per le aziende agricole, come integrazione del reddito, se poi viene limitato fortemente il biogas“, fa notare il Presidente Uncem, Marco Bussone.
Per quanto riguarda gli impianti a biomassa, Uncem evidenzia da vent’anni che la filiera bosco-legno-energia rappresenta un presidio territoriale e industriale strategico. Uncem sostiene l’importanza della cogenerazione, ovvero la produzione combinata di energia termica ed elettrica attraverso l’impiego di biomasse legnose, in impianti piccoli e che usano materiale di provenienza locale, grazie all’uso “in cascata” del legno estratto da foreste pianificate, gestite in modo sostenibile e per questo certificate. Come afferma Fiper, il patrimonio forestale italiano – oltre 12 milioni di ettari, pari al 36% del territorio nazionale – necessita di una gestione sostenibile e continuativa. La valorizzazione energetica delle biomasse costituisce un elemento essenziale per sostenere le economie locali, in particolare nelle aree montane e interne, e per rafforzare la sicurezza energetica del Paese.
Se la misura dovesse essere approvata nella formulazione attuale, si rischierebbe di compromettere non solo gli obiettivi della Strategia Forestale Nazionale, ma anche gli investimenti realizzati nella cogenerazione e nel teleriscaldamento a biomassa. Uncem chiede insieme alle Associazioni agricole di categoria – come Confagricoltura – e a Fiper in particolare che il confronto con il Governo prosegua in modo costruttivo affinché la transizione energetica sia equa, stabile e coerente con gli obiettivi climatici al 2050, riconoscendo pienamente il ruolo della filiera bosco-legno-energia e delle imprese agricole e forestali quali protagoniste della sicurezza energetica e ambientale del Paese.