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Uncem sottoscrive un protocollo con il Coordinamento del Sistema Abitare per individuare nuovi modelli di utilizzo degli immobili sfitti e inutilizzati nei Comuni piccoli e nei territori montani. È stato firmato dal Presidente del Cicsene Gianfranco Cattai e dal Presidente Uncem Marco Bussone. Nel 2013 è stato istituito il “Sistema Abitare – Torino e area metropolitana” rete di soggetti molto diversi tra loro (Enti Locali, Fondazioni, Associazioni, Cooperative, Banche, Soggetti privati profit e no profit) impegnati nella promozione dell’accesso all’alloggio secondo modalità condivise, certificate, assumendo comportamenti eticamente corretti, nel rispetto delle norme vigenti e della dignità umana; una rete che si è già ampliata al di fuori dal Piemonte, coinvolgendo molte città. Ora il percorso vuole andare verso i territori rurali e montani italiani, analizzando le caratteristiche specifiche degli Enti, da portare dentro Piano Casa e altre progettualità finanziate da Enti territoriali, Fondazioni, Associazioni private.

Il Sistema Abitare si propone di costituire una rete di soggetti operanti sul territorio in modo condiviso in materia di abitare, garantendo il passaggio di informazioni e la collaborazione tra soggetti diversi, contribuire a diffondere tra i soggetti operativi sul territorio comportamenti di eccellenza tramite la qualità, la correttezza, l’omogeneità e l’inequivocabilità delle informazioni trasmesse ai beneficiari, la trasparenza e la verificabilità dell’operato; proporre e sperimentare sul territorio strumenti e soluzioni di accompagnamento all’abitare innovative, quanto più possibile rispondenti ai bisogni delle persone e alle caratteristiche socio-economiche del territorio.

“I quartieri urbani hanno caratteristiche specifiche che incontrano esigenze di investimento per garantire il diritto all’abitare – spiega Cattai – Le Istituzioni pubbliche fanno percorsi importanti, ma non basta. Edilizia convenzionata ed edilizia sociale devono essere spinti attraverso Associazioni e un Terzo settore organizzato che sa interpretare le esigenze di chi non ha casa. Migliaia di immobili possono andare verso una riqualificazione ed essere messi a disposizione di chi non ha una casa”.

“Ci sono modelli importanti di intervento, per il diritto all’abitare nelle zone montane – evidenzia Bussone – Penso a quanto fanno di prezioso in Provincia Autonoma di Trento. O anche al progetto piemontese della Fondazione XX Marzo, in partenza. Possiamo con Cicsene e Coordinamento del Sistema Abitare lavorare per evidenziare le specificità delle zone montane all’interno del Piano Casa e anche nell’attuazione della Direttiva Case Green. I paesi hanno urgenze diverse rispetto ai quartieri urbani, e lo spieghiamo nel protocollo. Abitare i paesi è possibile e favorire il neopopolamento è una urgenza che ha bisogno di alleanze strategiche. Ringrazio Gianfranco Cattai che ha colto da sempre questa necessità per i nostri territori alpini e appenninici. Abitare è il primo diritto“.