ABRUZZO SVEGLI LE POLITICHE PER MONTAGNE, FORESTE, ENTI LOCALI. UNCEM: REGIONE PASSI ALL’AZIONE CONCRETA E DI PROSPETTIVA. URGENTE UN CAMBIO DI ROTTA
Sulle Unioni montane di Comuni, dopo la distruzione maldestra e dannosa delle Comunità montane, i Sindaci sono lasciati troppo soli e senza fondi ordinari. Sulle foreste, ci sono piani forestali di gestione fermi da vent’anni in attesa di approvazione e collaudo. Sulla gestione forestale si fa pochissimo e intanto si spendono 20 milioni di euro per spegnere il Morrone. Pazzesco non capire che gli incendi si spengono quando non ci sono gli incendi e dunque con la pianificazione forestale e la silvicoltura. Ancora qualcuno in Regione Abruzzo ha dubbi? Perché i dirigenti non firmano i Piani? Sulle Montagne abruzzesi non vi sono chiare strategie di intervento politico e le proposte Uncem, anche di una nuova organica legge regionale, oltre che per l’introduzione del pagamento dei servizi ecosistemici ambientali che la montagna offre, non vengono prese in considerazione. L’Associazione dei Comuni montani deve essere con urgenza incontrata e ascoltata. Marsilio, Santangelo, Mannetti e tutti i Consiglieri e gli Assessori guardino all’articolato proposto per Unioni, montagne, foreste. Non faremo loro perdere tempo.
Uncem chiede un cambio di rotta alla Regione – ma anche a Governo e Parlamento, dopo il caos sulla legge nazionale montagna 131/2015 e la riduzione del 60% dei fondi previsti per le Regioni – per togliere dalla crisi i territori montani appenninici e i Comuni. Il Presidente Uncem Abruzzo Lorenzo Berardinetti, il Vicepresidente vicario nazionale Luigi Fasciani, con il Presidente nazionale Marco Bussone lanciano una mobilitazione. “Che tolga di mezzo vecchia narrazione, le parole di un vocabolario che piace a chi vuole dividere, indebolire i Sindaci, renderli schiavi e succubi di qualche bando o di qualche contributo, come avvenuto spesso negli ultimi anni – spiega Bussone -. Perché non ci interessa l’assistenzialismo e non siamo con la mano tesa verso Regione e Stato centrale. Siamo qui a fare concrete proposte, molte non onerose per risvegliare chi è troppo lento o chi non ha capito che a montagna e aree interne le parole e gli impegni ideali non bastano. Non siamo più terre dello spopolamento, dell’abbandono, interni rispetto a qualcuno che si sente centrale, pura follia politica, ben raccontata per convincere i più. La campagna elettorale che si apre, con una spasmodica corsa di tantissimi verso Roma, deve cambiare rotta e vocabolario per la montagna. La montagna non è turismo, non sono borghi o borghetti, non è solo museo, non è ritorno alla natura o alberi da piantare, non siamo aree interne e luoghi del margine dove far cadere qualche briciola Se siamo pezzo portante del Paese, si facciano politiche e investimenti, si attivino veramente le Strategie delle Aree interne e le Strategie delle Green Communities, si investa e si garantiscano servizi, medici, pediatri, scuole, trasporto pubblico”. Uncem a Pescara oggi, riunendo i Sindaci, ha annunciato la prossima pubblicazione-mobilitazione del Rapporto Montagne Italia 2026. “Cambiamo strada – evidenzia Berardinetti – Voglio sapere quanti sono i piani forestali comunali fermi, in attesa di approvazione e da quanto. Sono pronto a fare proposte, per evitare sciatteria e braccia aperte sconsolate”. Una situazione grave. “È indubbio che le Unioni montane oggi hanno bisogno di una Politica più attenta, di risorse per il funzionamento, di uffici di piano incentivati, di programmazione e managerialità che si costruiscono con la Regione. Non basta dire che la montagna è bella e importante. I Sindaci si sentono soli. Noi siamo pronti a cambiare, migliorare, evolvere. Ma gli altri? Gli interlocutori istituzionali? Servono azioni concrete. Urgente un incontro in Regione Abruzzo e una agenda condivisa. Oltre ogni partito, schieramento, ruolo. Una agenda vera per le montagne e per l’Appennino”.
L’Abruzzo non può essere fragile, ribadisce Bussone che attacca anche sul collegio elettorale unico. “Cambiare rappresentazione, uscendo dalle sfighe dei territori montani da colmare nella loro presunta sfortuna con qualche sostegno, ma anche cambiare rappresentanza. Servono rappresentanti dei territori. L’Abruzzo copi il Friuli Venezia Giulia. Che in Provincia di Udine ha due collegi. Anche uno per la Carnia, dunque per la montagna. A chi giova concentrare tutti i Consiglieri regionali sulla costa e nelle città? Vale la stessa cosa sulla legge elettorale nazionale, ed è drammatico. Come è assurdo Uncem non venga costantemente consultata da Giunta e Consiglio regionale. Abbiamo buone e belle proposte per dare risposte ai territori. Non essere ascoltati, manco auditi, non è degno di una Regione così importante per l’Appennino, verso una Associazione degli Enti locali, istituzione di comunità, pubblica, con 75 anni di storia. Regione Abruzzo cambi passo”

