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Negli ultimi giorni Il Sole 24Ore e Infodata hanno diffuso uno studio di Synapta e ContrattiPubblici.org sulla spesa procapite dei Comuni. Eccolo: https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/01/25/42394/. Si tratta di analisi sono spesso interessanti che possono fornire spunti di riflessione agli Amministratori locali e anche a Uncem. Non sempre però i dati sono verificati e attendibili e inoltre i commenti che le accompagnano sono orientati a costruire un contesto negativo intorno al sistema degli Enti LocaliUncem non accetta fake-news e nelle ultime ore ha ricevuto decine di segnalazioni dai Sindaci. Non poco arrabbiati.

Prendiamo ad esempio Saluzzo, provincia di Cuneo. Mauro Calderoni, il Sindaco, rileva che dall’analisi sembrerebbe aver speso oltre 27.000 euro procapite nell’anno di riferimento. Avendo però il Comune poco più di 17.000 abitanti, sarebbe stata sufficiente una semplice moltiplicazione per capire che non è per nulla ragionevole una spesa annuale di 459 milioni di euro! Infatti, dato che il bilancio di Saluzzo pareggia intorno ai 20 milioni, a nessuno di Infodata ed Il Sole 24 Ore, è venuto in mente che non è affatto plausibile una spesa pari a 23 volte il bilancio annuale?
“Faccio mie le considerazioni del Sindaco Calderoni – afferma Marco Bussone, Presidente Uncem – e di tanti Comuni italiani. Al netto dello specifico errore, per dare giudizi fondati si dovrebbe approfondire come sono destinate le risorse dei singoli Comuni. L’indicatore della spesa generale va accompagnato allora ad altri parametri, come la dotazione di nuove infrastrutture e opere pubbliche, la creazione di partnership di valorizzazione territoriale, sociale culturale e turistica, i dati sul benessere equo e sostenibile”. Calderoni, con tutti i colleghi Sindaci e Amministratori, ha ragione: quando si parla di spesa pubblica occorre distinguere tra spesa corrente e spesa d’investimento, evidenziare la pressione fiscale pro capite, le tariffe sui servizi, le spese di personale, la quantità di spesa finanziata autonomamente e quella finanziata da contributi. Il tema, insomma, non é solo quanto si spende, ma anche come e perché lo si fa. E questo la mappa non lo spiega. E non spiega le differenze territoriali, visto che risultano più “spendaccioni”, dall’analisi di questi dati, i Comuni montani, quelli delle valli alpine, quelli con minor densità di popolazione. Peccato che siano proprio quelli che fanno tutto il possibile e di più per garantire i servizi ai cittadini, che hanno costi maggiori, anche per gap creati nel corso dei decenni da politiche troppo centraliste.
“I Sindaci hanno ragione – sottolinea Bussone – l’impegno e la dedizione che Amministratori e dipendenti dei piccoli e medi Enti Locali italiani mettono nella loro attività quotidiana meritano più rispetto e maggior approfondimento. Queste analisi di dati che generano titoli, articoli non chiari, fraintendimenti sono bollabili come fake-news. Per i quali servono dei fact-check urgenti, non derogabili”.
“Avere una grande capacità di spesa – scrive Mauro Calderoni, primo cittadino di Saluzzo, e Uncem sottoscrive – non vuol dire essere spendaccioni, ma efficaci, efficienti, innovativi. Vuol dire saper attrarre risorse. Vuol dire crescere, fare sviluppo, sostenere l’economia reale del proprio territorio, immettere ricchezza nel circuito economico. Il tutto secondo una sostenibilità di assoluto rilievo”.
Auspichiamo che si vogliano correggere gli errori, verificare meglio i dati ed evidenziare gli aspetti che riflettono le effettive situazioni delle nostre comunità, evitando in futuro critiche sbrigative e titoli scandalistici”, puntualizzano Calderoni e Bussone.