GIUNTA NAZIONALE UNCEM: FASCIANI, LUCIANO, MARCHESA GRANDI VICEPRESIDENTI. IL CONSIGLIO NAZIONALE A ROMA: EVITARE DI DIVIDERE COMUNI CON CLASSIFICAZIONI
Saranno Luigi Fasciani, Sindaco di Molina Aterno, Vincenzo Luciano, Consigliere comunale di Aquara, e Paolo Marchesa Grandi, Sindaco di Loreglia, i tre Vicepresidenti di Uncem. Per Fasciani, abruzzese, alla guida dell’Unione di Comuni Montagna Aquilana, il ruolo di Vicario, accanto al Presidente Marco Bussone. Ufficio di Presidenza e Giunta Uncem sono stati presentati ieri al Consiglio nazionale a Roma, il primo dopo i Congressi regionali e il Congresso nazionale di L’Aquila. In Giunta ci saranno Alberto Mazzoleni, Consigliere comunale di Piazzatorre, Flavio Cera, Consigliere di Bellegra, Paola Vercellotti, Consigliere di Callabiana, Ennio Vigne, Consigliere di Santa Giustina, Candido Paglione, Sindaco di Capracotta, Massimo Ottelli, Presidente della Comunità montana di Valle Trompia, Lorenzo Berardinetti, Sindaco di Sante Marie, Paride Gianmoena, Sindaco di Ville di Fiemme, Achille Bellucci, Consigliere di Acuto.
Nel corso del Consiglio nazionale, il Presidente Bussone ha chiesto un maggiore impegno verso le Regioni, che hanno importanti risorse del Fondo nazionale per le Montagne, del Fondo foreste e della Strategia aree interne ancora da investire. “Ma serve uno scatto – ha ribadito con i Consiglieri nazionali – per far sì che tutte le Regioni si dotino di un fondo regionale per la montagna dentro a una legge organica di sviluppo e di riorganizzazione del sistema istituzionale. È importante l’impegno delle Regioni e dell’Uncem per dire che le nuove classificazioni non siano messe per dividere i Comuni. Ma la Politica sia protagonista con impegno, in tutti i livelli istituzionali per dare risposte vere alle comunità. Non bastano deroghe. La Costituzione all’articolo 44 parla di norme specifiche e peculiari. La nuova legge per la montagna avrà 35 decreti attuativi da fare. Ma le Regioni non possono rimanere passive senza leggi e senza loro fondi. Occorre un impegno maggiore, visto che le politiche per la montagna sono regionali”.

