GUCCINI UOMO DI MONTAGNA. UNCEM: TUTTI GLI DICIAMO GRAZIE SEMPLICE. UN PEZZO DI NUOVO UMANESIMO
Come non dirgli grazie? Per la semplicità, la schiettezza, la voce, la forza del montanaro. Francesco Guccini ci lascia con tanta eredità. Della montagna di Pavana, tra Emilia-Romagna e Toscana. Tra i castagni e le sue canzoni troppo spesso non capite. Uncem gli dice un semplice grazie. Senza romanticismo, che non gli piaceva e che non piace ai montanari. A chi vive davvero la montagna. “Evidentemente queste belle montagne sono il mio bagaglio di vita. A Pàvana ci sono le mie radici, non ne ho mai fatto mistero”, raccontava a Sebastiano Venneri di Legambiente. Montanari-Marinai: “La Pàvana che ricordo io non esiste praticamente più. Ma io mi sento uno di qui, uno dell’Appennino. Noi montanari siamo come i marinai: giriamo il mondo e poi, quando viene il momento, torniamo a casa. E la mia casa è questa: queste valli, questi boschi, queste montagne”, sottolineava Guccini. È la montagna che lo saluta, l’Appennino che ascolta le sue canzoni senza malinconia, ma con un pensiero sulla complessità. “Pensando oggi alla sua morte – evidenzia il Presidente Uncem Marco Bussone – ci sono poche parole per racchiudere la sua vita, le sue canzoni. Guai a noi a essere banali e a ingabbiarlo in ideologie. Lo penso costruttore di un nuovo Umanesimo, proprio da Pavana. Autore di nuovi percorsi di comunità che lui aveva conosciuto in quei paesi dell’Appennino prima della fuga delle montagne. Lo penso come colui che ritorna, neomontanaro, capace di esserci ancora e sempre. Tanta eredità. Autore semplice di un Umanesimo del quale abbiamo grande bisogno”.

