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Non è la fila per i krapfen al rifugio l’immagine del turismo in montagna nell’estate 2026. Uncem lo dice da giorni e lo ribadisce chiedendo in un sondaggio pubblico, diffuso in queste ore [link per partecipare: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScT0yVBzYocjnr1xTYYWW7_7wP6Fu3WKJ9BWEuZzfTiO-nJkg/viewform?usp=header ] come è andato il turismo in montagna nell’estate 2026. Un’indagine per tutti, alla quale tutte e tutti possono partecipare. Due minuti per compilare il questionario, che chiede anche cosa fare verso l’inverno. Uncem chiede anche come fare investimenti per i prossimi anni, quali servano, cosa sia più necessario nelle località alpine, anche per dare immagini diverse rispetto all’overtourism – termine improprio per la montagna, secondo Uncem – e ai flussi importanti verso poche località. Uncem tra le domande ne pone una più complessa: quella sulla “montagna a pagamento” e su alcune tariffe applicabili su parcheggi in quota, tavoli per pic-nic, accesso a sentieri. Per orientare le istituzioni pubbliche e capire come agire a vantaggio delle comunità, e non solo dei flussi turistici dati in crescita.