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La salute è un diritto, non un privilegio. E invece, nella provincia di Isernia, questo diritto sta diventando sempre più difficile da esercitare. Ospedali depotenziati, servizi ridotti, presidi territoriali che scompaiono. Ora si da per certa anche la chiusura del punto nascita dell’Ospedale Veneziale. Un altro colpo a un sistema sanitario già messo a dura prova. E domani? Toccherà sicuramente ad altri servizi essenziali. Intanto, sull’ospedale di Agnone sembra essere calato un silenzio inquietante. A Isernia, quindi, non nasceranno più bambini e al territorio e ai suoi ottantamila abitanti non è riconosciuta neanche la dignità istituzionale di essere Provincia. Intanto c’è chi ha scelto di non restare in silenzio: il sindaco di Isernia da quasi tre mesi dorme in una tenda davanti all’ospedale. Una protesta civile, forte, che richiama tutti alle proprie responsabilità. Quello di Piero Castrataro non è solo un gesto simbolico: è il grido di un intero territorio che non vuole essere abbandonato. Perché senza sanità non c’è futuro. E senza futuro, le nostre montagne si svuotano. Ma una montagna che si svuota non è un problema solo di chi ci vive. È un danno per tutti: meno cura del territorio, più rischio di dissesto, meno tutela dell’ambiente. La montagna protegge, produce acqua, abbatte CO₂, custodisce biodiversità. È un bene comune. Dunque, paradossalmente, difendere la sanità pubblica significa difendere tutto questo. E significa difendere la dignità delle persone e il principio di uguaglianza. Significa difendere la nostra Costituzione e la legge 833 del 1978, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale e che oggi vogliono cancellare. Non possiamo tornare indietro. Non possiamo accettare che il diritto alla salute dipenda dal luogo dove vivi. La sanità pubblica si difende, ovunque. Ora”.

Così il Presidente di Uncem Molise, Candido Paglione, Sindaco di Capracotta.