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“Rispetto alle previsioni che mettono in relazione il neopopolamento dei territori montani con l’emergenza climatica al momento non ci sono dati. Occorre cautela. Tra qualche anno capiremo meglio se questi spostamenti in montagna dettati dal caldo nelle città porteranno a dei trasferimenti stabili”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente Uncem, intervistato oggi dal Corriere della Sera.

L’aumento delle temperature medie nelle aree urbane sta espellendo la gente dalle metropoli e adesso la crisi climatica diventa un’occasione per riflettere su come accogliere chi arriva nei territori di montagna. Occorre agire sui diritti di cittadinanza, sui servizi, sul digital divide, sul diritto all’abitare che al momento è un problema. Il numero di case abitabili, in vendita e disponibili, resta limitato. I Comuni montani possono dare una risposta importante per far fronte alla crisi climatica, ma servono i servizi pubblici: asili, doposcuola, medici, pediatri, trasporti. Abbiamo bisogno di nuovi modelli economici”. “C’è stato un incremento delle compravendite immobiliari in alcuni Comuni. Ma l’inverno è lungo e l’isolamento sociale si affronta solo se i Comuni insieme sanno costruire opportunità per famiglie, giovani, anziani”.