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È stato presentato a Milano, nell’ambito del Congresso Legno Italia 2026, il Memorandum «Proposte per il Legno Italiano», dossier per una politica industriale italiana del Sistema Prodotto Legno nazionale. Il documento, promosso da nove organizzazioni, delinea una programmazione nazionale integrata del bosco e della filiera del legno, che colleghi gestione forestale, imprese, industria e mercato e consideri tutte le destinazioni d’uso della risorsa: imballaggi, edilizia, prodotti industriali, biomasse ed energia.
Il Memorandum è promosso da Federazione Filiera Legno, Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima, Conlegno, Habitech, Legambiente, PEFC Italia, UNCEM, Conaibo e AIEL: industria del legno, imprese boschive, energia dal legno, certificazione forestale, efficienza energetica in edilizia, innovazione, ambiente e territori montani. Una pluralità di prospettive che costituisce il valore del documento e la condizione per costruire una roadmap condivisa con istituzioni, ricerca e sistema produttivo.

“Il Memorandum nasce dal dialogo tra soggetti diversi e si fonda sul lavoro che il Paese ha già compiuto. Il Testo unico forestale e la Strategia Forestale Nazionale sono strumenti di valore, che oggi chiedono di essere attuati con continuità e misurati nei risultati. Proponiamo una programmazione condivisa, perché il bosco italiano sia la base di un Sistema Prodotto Legno competitivo, innovativo e orientato alla neutralità climatica”, evidenzia Angelo Luigi Marchetti, Presidente di Federazione Filiera Legno.

“La firma da parte di Uncem è importante per dire il valore delle filiere forestali per l’economia e la società della montagna – spiega Marco Bussone, che guida anche AIEL e PEFC Italia – Serve un percorso per dare pianificazione, certificazione, gestione, a tutte le superfici pubblicihe e private. Guardiamo ovviamente alla nuova programmazione europea 2028-2034 e le imprese sono già pronte a una azione corale, intensa, decisiva per il settore. C’è una chiara visione”.

Il bosco italiano è un sistema multifunzionale in espansione per superficie, provvigione e stock di carbonio, ma l’espansione della risorsa non si traduce, di per sé, in maggiore gestione né in maggiore disponibilità di materia prima per l’industria. Il Memorandum individua qui la questione di sistema: estendere la conoscenza del bosco a quella del suo utilizzo, per dare alle imprese la prevedibilità necessaria a programmare investimenti, capacità produttiva e innovazione. Il dossier è stato firmato anche da Uncem, con la sottoscrizione del Presidente nazionale Marco Bussone accanto al Presidente di Filiera Legno, Angelo Luigi Marchetti.

Il dossier assume come fondamento il quadro normativo e strategico di cui il Paese si è già dotato. Il Testo unico in materia di foreste e filiere forestali (D.Lgs. 3 aprile 2018, n. 34) – al quale Uncem ha intensamente lavorato, nel tavolo promosso dal DG del MASAF, Alessandra Stefani – riconosce il patrimonio forestale come parte del capitale naturale nazionale e bene di rilevante interesse pubblico, ne affida tutela e valorizzazione alla gestione forestale sostenibile, attiva e pianificata, ed estende il proprio campo d’azione alle filiere forestali. Ne prevede già gli strumenti: pianificazione, gestione forestale sostenibile, viabilità forestale, associazionismo fondiario e imprese, arboricoltura da legno, recupero dei terreni abbandonati e silenti. La Strategia Forestale Nazionale, approvata con decreto del 23 dicembre 2021 con orizzonte ventennale, costituisce il quadro di riferimento delle politiche forestali, con obiettivi, azioni, indicatori e verifiche periodiche. Il Memorandum non sostituisce questi strumenti: ne rafforza l’attuazione, collegando obiettivi forestali, capacità amministrativa, pianificazione territoriale, disponibilità programmabile di materia prima e sviluppo delle filiere industriali. La prossima verifica periodica della Strategia è indicata come l’occasione per tradurre gli indirizzi già definiti in una programmazione operativa, con indicatori misurabili, responsabilità definite e orizzonti coerenti con i cicli di investimento delle imprese.
La visione al 2040 del Manifesto si articola in tre fasi: Conoscere e programmare (2027–2030), Attivare e connettere (2030–2035), Dalla capacità alla competitività (2035–2040). Le tiene insieme un unico macrobiettivo: aumentare in modo misurabile il valore economico e il bilancio climatico netto di ciascun metro cubo di legno proveniente da gestione forestale sostenibile, entro il limite dell’incremento corrente e senza ridurre le altre funzioni ecosistemiche del bosco, accrescendo la quota di fabbisogno industriale soddisfatta da materia prima nazionale tracciata e certificata. Un cruscotto nazionale di indicatori ne misura l’avanzamento, con valori di riferimento e target fissati entro il 2030. Tra le leve indicate, il passaggio dalla disponibilità potenziale alla disponibilità programmabile: un’offerta di materia prima descritta per quantità, specie e provenienza, assortimenti, qualità e caratteristiche tecnologiche, periodo di disponibilità e destinazioni industriali. Per la prima volta la specie è assunta come elemento di programmazione del Sistema Prodotto Legno. Il dossier propone inoltre una responsabilità condivisa tra Stato, Regioni e Province autonome, con un Piano regionale di attuazione della Strategia al 2030, un Bilancio nazionale del legno e gli accordi di foresta (art. 35 del D.L. n. 77/2021) come strumento ordinario di attuazione della politica forestale territoriale.
Una sezione del dossier è dedicata al contributo del legno alla mitigazione climatica, letto come somma di quattro componenti da quantificare separatamente: serbatoio forestale, carbonio nei prodotti legnosi, sostituzione di materiali, sostituzione energetica. Il beneficio è massimo quando il prelievo non eccede l’incremento corrente, il legname è destinato a usi durevoli e la gestione tutela biodiversità e suolo. Per questo il Memorandum chiede che sia espresso come bilancio, con confine di sistema, orizzonte temporale e scenario di riferimento dichiarati, in coerenza con i Regolamenti (UE) 2018/841, 2023/839 e 2024/3012.