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Uncem lo aveva chiamato “Non è un elenco della spesa”, il dossier di proposte sul PNRR,presentato a marzo 2021. E così è stato. Non era un elenco della spesa, perché non lo abbiamo mai voluto e perché non è quello che serve.

A dieci giorni dall’invio del PNRR a Bruxelles da parte del Governo guidato da Mario Draghi, Uncem presenta oggi il dossier “Non facciamo la somma”, con una prima analisi e una lettura del Piano rispetto a investimenti, missioni e componenti per Enti locali, territori, montagne, aree interne, ambiente, green economy. Il dossier Uncem si scarica in PDF qui: https://uncem.it/wp-content/uploads/2021/05/PNRR-Uncem-territori-e-montagne-mag2021.pdf

“Non facciamo la somma”, tra quello che c’è nelle diverse componenti e missioni del Piano che riguardino montagna, piccoli Comuni, aree interne, ambiente, territorio, green communities. Perché sarebbe inopportuno farlo prima che la Commissione Europea validi e confermi le proposte italiane. E sarebbe comunque impreciso, avendo molte componenti per gli Enti territoriali, destinate ai Comuni, rivolte ai territori, con la montagna e gli stessi territori trasversali. Non c’è una sola voce per la ‘montagna’. In tutte le missioni e in tutte le componenti e in tutti gli investimenti vi sono risorse destinate ai territori e ai Comuni. Questo lo avevamo chiesto come Uncem al Governo e lo aveva ribadito il Parlamento nella sua Relazione. Gli Enti potranno accedere – quasi sicuramente tramite bandi dello Stato, dei Ministeri – a diversi tipi di risorse. Dovranno avere le idee chiare rispetto al percorso che stanno facendo e che vogliono intraprendere.

Uncem ha sempre evidenziato come le sperequazioni da colmare con il Next Generation EU, in Italia (e così anche in altri Paesi europei) siano quattro e non tre. Alla “questione meridionale”, alla “questione generazionale”, alla “questione femminile”, che indubbiamente condividiamo, si unisce una “questione territoriale”. E cioè, al sud, come al centro e al nord, come nelle isole, occorre definire percorsi, riforme e investimenti, strategie per colmare i divari tra aree urbane e montane, tra centri e periferie, tra città e paesi. Divari che aumentano e che creano ulteriori disuguaglianze, oltre a spopolamento, fragilità, desertificazione economica e sociale. La transizione ecologica e digitale permettono di invertire questi processi, nella logica dell’ecologia integrata. E il “patto” necessario tra città e montagne è fondamentale. Le aree montane in Italia sono vive, sono vissute, sono comunità che – come scrive l’articolo 44 della nostra Costituzione – hanno necessità di specifici provvedimenti. Il PNRR ci dà la spinta per affrontare la “questione territoriale”.